Archivi categoria: La nuova scienza

Questo sito web per dar vita a una nuova scienza IL METODO SCIENTIFICO APPLICATO ALLA POLITICA. Gianni Gargione

LA NUOVA SCIENZA

Perché una nuova scienza?
Viviamo nell’era dell’informatica e dell’esplorazioni spaziali, siamo dei “mostri” in termini di tecnologia e tramite le cellule staminali ci prepariamo a “costruire” organi per sostituire quelli del nostro corpo malati, ma non abbiamo ancora risolto nessuno dei grandi problemi che tormentano l’umanità: dalla fame, alle diseguaglianze sociali, alla disoccupazione, alla guerra ecc.. L’intero Occidente versa in una crisi economica e finanziaria che non si sa ancora con precisione quando avrà mai fine. Ogni giorno siamo testimoni dei deludenti risultati della “politica” affidata spesso a uomini politici incompetenti, impreparati, nella migliore delle ipotesi persone “non specializzate”, quando non disoneste e al potere solo per perseguire i propri interessi personali. Era tempo che si pensasse a trasformare la politica in una scienza. È l’impresa in cui ci siamo avventurati nel 2008 con la pubblicazione del volume: “La scienza del buon governo”.
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Scienza Buongoverno e scienza politica
La scienza del buon governo (sbg), secondo alcuni eminenti cattedratici italiani, tra cui G. Pasquino, si occupa di tematiche già oggetto di studio della scienza politica. Anche noi all’inizio ci siamo mossi nell’ottica di restare all’interno della sp, poi ci siamo convinti che se si voleva procedere in modo razionale bisognava dare vita a una nuova disciplina, una branca della scienza politica, che si prefiggesse lo scopo di cercare le “risposte” alle problematiche socio-politiche che il buon governante è chiamato ad affrontare. In parole semplici, una scienza che si propone di affrontare con obiettività lo studio dei problemi che scaturiscono dall’organizzazione politica ed economica di una nazione, dall’ordine pubblico, ai problemi dell’istruzione ecc., per individuare le soluzioni migliori, valutando di ognuna vantaggi e svantaggi, pregi e difetti. Tra sp e sbg passa la stessa differenza che c’è tra l’economia politica e la politica economica. La prima è soprattutto analitica, studia i fenomeni economici, la seconda suggerisce le strategie migliori per affrontare i problemi, ad es. suggerisca come riportare a livelli accettabili la criminalità.
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FINITO DI SCRIVERE A FINE MAGGIO 2015
Nuova Edizione della SBG

L’OGGETTO DI STUDIO


La scienza del buon governo, al contrario di altre discipline, il cui oggetto di studio non sempre è ben delimitato, indica con precisione tutte le tematiche di cui si occupa, arrivando addirittura a proporne un elenco. Esse si possono dividere in: tematiche economiche e tematiche sociopolitiche. Per le prime, chiaramente, la sbg si serve delle conoscenze offerte dall’economia politica e dalla politica economica. Per le seconde, oltre che sulla ricerca, si basa sui saperi offerti dalla scienza politica, dalla sociologia e dalle altre scienze sociali. Una cosa, però, deve essere chiara fin d’ora: la scienza del buon governo (sbg) rifugge da discorsi fumosi, si tiene lontana dalle dissertazioni filosofiche, dalle teorie politiche, dalla politica fatta con gli slogan ecc. e si interessa solo di problemi veri, dalla microcriminalità, alla mancanza di lavoro, all’immigrazione, al sistema pensionistico ecc.. Tutte tematiche, che, per la prima volta, diventano l’oggetto principale di studio di una scienza.
Gianni Gargione

Alcune Notizie dalla Pagina Facebook di E-Book Gratuiti Per Te

martedì luglio 17th, 2018 - 10:32 pm

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Ama l'arte; fra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno.

Gustave Flaubert
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martedì luglio 17th, 2018 - 10:26 pm

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Sigarette anni 50 ... Vedi oltre...Vedi di meno

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domenica luglio 15th, 2018 - 10:48 am

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Believe it or not, this is a beautiful, microscopic photo of bacteria! More images of the week:
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sabato luglio 14th, 2018 - 10:30 pm

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The Independent
Leaving work on a Friday like
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venerdì luglio 13th, 2018 - 9:41 pm

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Gustave Courbet, "Il Disperato" (1843 circa; olio su tela, 45 x 54 cm; Collezione privata)

"Un'opera giovanile, il 'Disperato' (1843 circa) ci presenta il giovane Courbet (con gli occhi sbarrati, le narici dilatate, la bocca leggermente aperta, una mano che afferra la testa e l'altra che tira con violenza i capelli) che si spinge verso l'osservatore, quasi sul punto di saltargli addosso [...]. Il 'Disperato' è stato descritto come un 'tentativo di catturare in modo realistico, come se stesse davvero accadendo, l'effetto di un'espressione momentanea esattamente come fece Rembrandt nelle sue serie di autoritratti su incisione del 1630' [secondo la storica dell'arte Linda Nochlin, ndt]. Io comunque suggerisco che nel 'Disperato' sia possibile riscontrare non tanto un tentativo di catturare un effetto espressivo (più studiamo il dipinto, e meno ci sembra plausibile), quanto piuttosto un tentativo di dipingere in azione, e in un certo senso di drammatizzare, l'impulso verso l'estrema prossimità fisica che si può trovare in altre opere di Courbet. Quest'idea aiuta anche a spiegare l'illuminazione, che richiama l'attenzione su certe parti (il naso e il gomito sinistro) che si spingono verso la superficie del dipinto, esattamente come fa la sciarpa blu-grigiastra, legata con un nodo lento, che occupa gran parte del bordo inferiore, e che ha l'effetto di ammorbidire il bordo stesso, di rendere anch'esso quasi fluttuante, come se fosse in procinto di essere infranto".

Michael Fried, "Courbet's Realism", University of Chicago Press, 1992
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lunedì luglio 9th, 2018 - 3:00 pm

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lunedì luglio 9th, 2018 - 6:32 am

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domenica luglio 8th, 2018 - 3:46 pm

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D.A.A.S
No te puedes perder este vídeo, es algo nunca visto! un pájaro y un cachorro jugando? míralo y luego nos cuentas!!
D.A.A.S - Derecho Animal A Ser
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venerdì luglio 6th, 2018 - 7:32 pm

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mercoledì luglio 4th, 2018 - 4:35 pm

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BROStoRUN
Il 28 giugno del 1952 nasceva un uomo che sarebbe entrato per sempre nella storia dello sport mondiale. Pietro Mennea è sempre vivo nei nostri cuori con le sue imprese e nelle nostre menti con i suoi insegnamenti.
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martedì luglio 3rd, 2018 - 1:45 pm

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[Tacito, De origine et situ Germanorum, II, IV, V]
Propendo nel ritenere i Germani una popolazione indigena, con mescolanze minime derivate da immigrazioni o contatti amichevoli, poiché una volta coloro che volevano cambiare paese arrivavano non via terra ma per mare, mentre l'Oceano, che si estende oltre senza fine e, per così dire, a noi contrapposto, è solcato raramente da navi provenienti dalle nostre zone. E poi, a parte i pericoli d'un mare tempestoso ed ignoto, chi abbandonerebbe l'Asia, l'Africa o l'Italia per andare in Germania, in mezzo a paesaggi desolati, in un clima rigido, in una terra triste da vedere e da abitarci se non per chi vi sia nato? [...] Personalmente sono d'accordo con le opinioni di coloro che ritengono che i popoli della Germania non si siano stati mescolati con persone di altre razze con dei matrimoni e che essi siano rimasti una razza a sé, incorrotta e con caratteristiche proprie. Per questo motivo anche l'aspetto fisico, nonostante il gran numero di persone, è il medesimo per tutti: occhi fieri e azzurri, chiome rossastre, corpi imponenti e adatti solo all'attacco; la resistenza alla fatica e al lavoro non è invece la stessa, sopportano pochissimo la sete e il caldo, mentre sono abituati al freddo e alla povertà per il clima e per il suolo. [...] La terra, sebbene sia alquanto diversa nell'aspetto, nel suo complesso tuttavia è piena di orride selve e di desolate paludi, più umida nelle regioni rivolte verso le Gallie, più ventosa in quelle rivolte verso il Norico e la Pannonia; abbastanza fertile, inadatta agli alberi da frutto, feconda di bestiame, ma la maggior parte di piccola taglia. Nemmeno i buoi possiedono la loro solennità e la gloria della fronte: si compiacciono del loro numero e quelle sono le uniche e ricercatissime ricchezze. Non so se gli dei hanno negato loro l'oro e l'argento per benevolenza o per ostilità. Né tuttavia ho affermato che in Germania non esiste alcun filone di argento o di oro: chi difatti ha esplorato questo paese? Né sono assolutamente indeboliti dal loro possesso e uso al contrario di noi Romani. [...] I popoli confinanti considerano di valore qualsiasi cosa in oro e argento per gli scambi commerciali, non conoscono e scelgono bene certe forme del nostro denaro: le tribù delle zone interne utilizzano il più semplice e più antico scambio delle merci.

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[Tacitus, De origine et situ Germanorum, II, IV, V]
The Germans themselves I should regard as aboriginal, and not mixed at all with other races through immigration or intercourse. For, in former times, it was not by land but on shipboard that those who sought to emigrate would arrive; and the boundless and, so to speak, hostile ocean beyond us, is seldom entered by a sail from our world. And, beside the perils of rough and unknown seas, who would leave Asia, or Africa, or Italy for Germany, with its wild country, its inclement skies, its sullen manners and aspect, unless indeed it were his home? [...] For my own part, I agree with those who think that the tribes of Germany are free from all taint of inter-marriages with foreign nations, and that they appear as a distinct, unmixed race, like none but themselves. Hence, too, the same physical peculiarities throughout so vast a population. All have fierce blue eyes, red hair, huge frames, fit only for a sudden exertion. They are less able to bear laborious work. Heat and thirst they cannot in the least endure; to cold and hunger their climate and their soil inure them. [...] Their country, though somewhat various in appearance,
yet generally either bristles with forests or reeks with swamps; it is more rainy on the side of Gaul, bleaker on that of Noricum and Pannonia. It is productive of grain, but unfavourable to fruit-bearing trees; it is rich in flocks and herds, but these are for the most part undersized, and even the cattle have not their usual beauty or noble head. It is number that is chiefly valued; they are in fact the most highly prized, indeed the only riches of the people. Silver and gold the gods have refused to them, whether in kindness or in anger I cannot say. I would not, however, affirm that no vein of German soil produces gold or silver, for who has ever made a search? They care but little to possess or use them. [...] The border population, however, value gold and silver for their commercial utility, and are familiar with, and show preference for, some of our coins. The tribes of the interior use the simpler and more ancient practice of the barter of commodities. They like the old and well-known money, coins milled or showing a two-horse chariot.

#SPQROfficial
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soluzioni
La soluzione ai problemi socio politici
I politologi della sbg da tempo si sono occupati dell’argomento arrivando a individuare tre fasi: 1) Individuazione della soluzione. Una volta che un problema si è imposto all’attenzione comincia la fase della ricerca della soluzione, detta dagli studiosi formulazione di una policy. 2) Attuazione. Questa fase, chiamata anche messa in opera o implementazione, incomincia una volta approvato un provvedimento e inizia l’iter per metterlo in pratica. Nei moderni Stati democratici spetta al governo, l’amministrazione pubblica, poi, si incarica di eseguire queste decisioni. 3) Valutazione dei risultati. Serie di attività conoscitive e di giudizio dirette ad accertare gli effetti conseguiti dal provvedimento. È una fase indispensabile se si vuole dare carattere scientifico al proprio intervento. I politici tradizionali, infatti, spesso si comportano come delle madri snaturate: una volta partorita la loro “creatura”, si disinteressano del suo destino.
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metodi
I metodi di ricerca
La scienza del buon governo per i suoi studi si avvale di due tipologie di metodi: 1. I metodi raccolta dati. Sono le modalità di ricerca medianti le quali i ricercatori raccolgono le informazioni e i dati di cui ha bisogno per conoscere bene la tematica oggetto di studio in quel momento. E’ una fase di raccolta di informazioni, per conoscere meglio il problema, per capirne le cause e progettare le risposte. Essi sono: a) La ricerca bibliografica; b) La ricerca sul campo (studio dei singoli casi); c) Le inchieste; d) Il metodo storico; e) Il metodo statistico; f) Il confronto politico. 2. I metodi di controllo, che sono: a) Il metodo comparato; b) Il metodo statistico; c) Il metodo storico (questi ultimi due, infatti, possono essere usati anche come metodi di controllo); d) Il metodo sperimentale.
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Le tematiche della sbg

Le tematiche economiche
La scienza del governo, al contrario della scienza politica, si occupa anche delle tematiche economiche, in quanto le ritiene non “separabili” da quelle sociopolitiche. In ultima analisi, qualsiasi tematica può essere ricondotta a una economica, se non fosse altro per il fatto che richiede qualche forma di finanziamento per essere avviata a soluzione. Per questo motivo riteniamo che la conoscenza dell’economia dovrebbe far parte del normale bagaglio culturale di ogni politico. Nel nostro modello sono di competenza del: Ministero dell’Economia (problematiche macroeconomiche),
Ministero del Tesoro (politica monetaria),
Ministero dell’Agricoltura (attività primarie),
Ministero dell’Industria e dell’Artigianato (settore secondario),
Ministero del Commercio e dei trasporti (settore terziario),
Ministero del Commercio con l’estero (settore terziario),
Ministero del Turismo
Ministero delle Entrate (politica fiscale).
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economia3
Le tematiche sociopolitiche
Scaturiscono dall’esigenza sociale e dalla convivenza civile. Gli studiosi del buon governo, presentandosi strettamente interconnesse le une con le altre, hanno scelto di suddividerle per settore, a seconda del Ministero di competenza.Tematiche di assistenza sanitaria (Ministero della Salute).
Tematiche di ordine pubblico (Ministero dell’Interno)
Tematiche di giustizia e diritto processuale (Ministero della Giustizia)
Le tematiche di pubblica istruzione (Ministero della Pubblica Istruzione)
Le tematiche di politica estera (Ministero degli Esteri)
Le tematiche di difesa del territorio (Ministero della difesa)
Le tematiche riguardanti i lavori pubblici (Ministero delle Infrastrutture)
Tematiche del lavoro (Ministero del Lavoro)
Ministero del Turismo (Settore terziario)
Enti Locali e Public Utilities
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LA SCIENZA DEL BUON GOVERNO

 

europa Questo sito per proporre una nuova scienza, una branca della scienza politica, che, facendo sue le conoscenze della scienza politica e attingendo dalle esperienze del passato, si prefigga lo scopo di studiare le soluzioni alle problematiche socio-politiche che il buon governante, che è colui che mira esclusivamente al bene comune, è chiamato ad affrontare. Non è più pensabile, infatti, che nel XXI secolo si faccia ancora politica in modo intuitivo, con metodi approssimativi come nei secoli scorsi. Era tempo che qualcuno pensasse ad applicare il metodo scientifico alla politica. Sulle orme del famoso filosofo e uomo politico francese Emile Littré, che nel 1870, tenendo presenti i principi del positivismo, fondò la “Scienza del governo degli Stati” e nella scia della tradizione aristotelica – ciceroniana, si suggerisce l’istituzione di una nuova disciplina accademica che studi in modo scientifico i problemi reali quotidiani della gente. Basta con la politica fatta da persone incompetenti, spesso disoneste, capaci solo di trafficare, dispensare favori e raccomandazioni o di ingannare il popolo con facili promesse. Lo stato amministrato come un’efficiente azienda moderna.

Aggiornato al 4 Giugno del 2018

Il socialismo scientifico
Esiste un’alternativa all’”egoismo” del capitalismo? Si può costruire un sistema economico efficiente e razionale senza il capitalismo? Non solo rispondiamo di si, ma indichiamo come costruirlo. Un messaggio rivolto al popolo di sinistra, rimasto “orfano” dopo la caduta del comunismo. Infatti, partendo dall’analisi dell’economia pianificata e dei motivi che l’hanno fatta andare in crisi, portando al crollo i regimi comunisti, e dal confronto senza pregiudizi tra comunismo e capitalismo, arriveremo a disegnare un modello economico, che pur basandosi sulla proprietà collettivizzata, risponde a criteri di efficienza e ad assenza di sprechi; questo perché non abolisce il libero mercato, che resta sempre il migliore meccanismo di regolazione dell’economia. La storia, infatti, ha dimostrato che se lo si sopprime, si va verso l’inefficienza e il fallimento.
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democrazia
La Democrazia: Istruzioni per l’uso
La democrazia è stata una grande conquista per l’umanità; non più l’assolutismo di un monarca o di un despota, ma il popolo che sceglie liberamente i suoi governanti. Costruire un regime democratico che “funzioni bene”, però, non è un’impresa semplice. Sono necessarie determinate “strutture” e l’adozione di certe modalità, come ad esempio un buon sistema elettorale che garantisca la governabilità. Il mondo, infatti, è pieno di democrazie imperfette o “malate”, come la nostra, che vanno avanti alla men peggio, non garantiscono l’alternanza al potere o, peggio, degenerano in democrazie clientelari, basate sul voto di scambio. In questo sito il know-how per la democrazia ideale.
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