L’OGGETTO DI STUDIO


La scienza del buon governo, al contrario di altre discipline, il cui oggetto di studio non sempre è ben delimitato, indica con precisione tutte le tematiche di cui si occupa, arrivando addirittura a proporne un elenco. Esse si possono dividere in: tematiche economiche e tematiche sociopolitiche. Per le prime, chiaramente, la sbg si serve delle conoscenze offerte dall’economia politica e dalla politica economica. Per le seconde, oltre che sulla ricerca, si basa sui saperi offerti dalla scienza politica, dalla sociologia e dalle altre scienze sociali. Una cosa, però, deve essere chiara fin d’ora: la scienza del buon governo (sbg) rifugge da discorsi fumosi, si tiene lontana dalle dissertazioni filosofiche, dalle teorie politiche, dalla politica fatta con gli slogan ecc. e si interessa solo di problemi veri, dalla microcriminalità, alla mancanza di lavoro, all’immigrazione, al sistema pensionistico ecc.. Tutte tematiche, che, per la prima volta, diventano l’oggetto principale di studio di una scienza.
Gianni Gargione

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martedì luglio 17th, 2018 - 10:32 pm

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Ama l'arte; fra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno.

Gustave Flaubert
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martedì luglio 17th, 2018 - 10:26 pm

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Sigarette anni 50 ... Vedi oltre...Vedi di meno

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domenica luglio 15th, 2018 - 10:48 am

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Believe it or not, this is a beautiful, microscopic photo of bacteria! More images of the week:
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sabato luglio 14th, 2018 - 10:30 pm

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The Independent
Leaving work on a Friday like
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venerdì luglio 13th, 2018 - 9:41 pm

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Gustave Courbet, "Il Disperato" (1843 circa; olio su tela, 45 x 54 cm; Collezione privata)

"Un'opera giovanile, il 'Disperato' (1843 circa) ci presenta il giovane Courbet (con gli occhi sbarrati, le narici dilatate, la bocca leggermente aperta, una mano che afferra la testa e l'altra che tira con violenza i capelli) che si spinge verso l'osservatore, quasi sul punto di saltargli addosso [...]. Il 'Disperato' è stato descritto come un 'tentativo di catturare in modo realistico, come se stesse davvero accadendo, l'effetto di un'espressione momentanea esattamente come fece Rembrandt nelle sue serie di autoritratti su incisione del 1630' [secondo la storica dell'arte Linda Nochlin, ndt]. Io comunque suggerisco che nel 'Disperato' sia possibile riscontrare non tanto un tentativo di catturare un effetto espressivo (più studiamo il dipinto, e meno ci sembra plausibile), quanto piuttosto un tentativo di dipingere in azione, e in un certo senso di drammatizzare, l'impulso verso l'estrema prossimità fisica che si può trovare in altre opere di Courbet. Quest'idea aiuta anche a spiegare l'illuminazione, che richiama l'attenzione su certe parti (il naso e il gomito sinistro) che si spingono verso la superficie del dipinto, esattamente come fa la sciarpa blu-grigiastra, legata con un nodo lento, che occupa gran parte del bordo inferiore, e che ha l'effetto di ammorbidire il bordo stesso, di rendere anch'esso quasi fluttuante, come se fosse in procinto di essere infranto".

Michael Fried, "Courbet's Realism", University of Chicago Press, 1992
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lunedì luglio 9th, 2018 - 3:00 pm

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lunedì luglio 9th, 2018 - 6:32 am

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lunedì luglio 9th, 2018 - 5:22 am

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domenica luglio 8th, 2018 - 3:46 pm

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D.A.A.S
No te puedes perder este vídeo, es algo nunca visto! un pájaro y un cachorro jugando? míralo y luego nos cuentas!!
D.A.A.S - Derecho Animal A Ser
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venerdì luglio 6th, 2018 - 7:32 pm

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mercoledì luglio 4th, 2018 - 4:35 pm

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BROStoRUN
Il 28 giugno del 1952 nasceva un uomo che sarebbe entrato per sempre nella storia dello sport mondiale. Pietro Mennea è sempre vivo nei nostri cuori con le sue imprese e nelle nostre menti con i suoi insegnamenti.
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martedì luglio 3rd, 2018 - 1:45 pm

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[Tacito, De origine et situ Germanorum, II, IV, V]
Propendo nel ritenere i Germani una popolazione indigena, con mescolanze minime derivate da immigrazioni o contatti amichevoli, poiché una volta coloro che volevano cambiare paese arrivavano non via terra ma per mare, mentre l'Oceano, che si estende oltre senza fine e, per così dire, a noi contrapposto, è solcato raramente da navi provenienti dalle nostre zone. E poi, a parte i pericoli d'un mare tempestoso ed ignoto, chi abbandonerebbe l'Asia, l'Africa o l'Italia per andare in Germania, in mezzo a paesaggi desolati, in un clima rigido, in una terra triste da vedere e da abitarci se non per chi vi sia nato? [...] Personalmente sono d'accordo con le opinioni di coloro che ritengono che i popoli della Germania non si siano stati mescolati con persone di altre razze con dei matrimoni e che essi siano rimasti una razza a sé, incorrotta e con caratteristiche proprie. Per questo motivo anche l'aspetto fisico, nonostante il gran numero di persone, è il medesimo per tutti: occhi fieri e azzurri, chiome rossastre, corpi imponenti e adatti solo all'attacco; la resistenza alla fatica e al lavoro non è invece la stessa, sopportano pochissimo la sete e il caldo, mentre sono abituati al freddo e alla povertà per il clima e per il suolo. [...] La terra, sebbene sia alquanto diversa nell'aspetto, nel suo complesso tuttavia è piena di orride selve e di desolate paludi, più umida nelle regioni rivolte verso le Gallie, più ventosa in quelle rivolte verso il Norico e la Pannonia; abbastanza fertile, inadatta agli alberi da frutto, feconda di bestiame, ma la maggior parte di piccola taglia. Nemmeno i buoi possiedono la loro solennità e la gloria della fronte: si compiacciono del loro numero e quelle sono le uniche e ricercatissime ricchezze. Non so se gli dei hanno negato loro l'oro e l'argento per benevolenza o per ostilità. Né tuttavia ho affermato che in Germania non esiste alcun filone di argento o di oro: chi difatti ha esplorato questo paese? Né sono assolutamente indeboliti dal loro possesso e uso al contrario di noi Romani. [...] I popoli confinanti considerano di valore qualsiasi cosa in oro e argento per gli scambi commerciali, non conoscono e scelgono bene certe forme del nostro denaro: le tribù delle zone interne utilizzano il più semplice e più antico scambio delle merci.

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[Tacitus, De origine et situ Germanorum, II, IV, V]
The Germans themselves I should regard as aboriginal, and not mixed at all with other races through immigration or intercourse. For, in former times, it was not by land but on shipboard that those who sought to emigrate would arrive; and the boundless and, so to speak, hostile ocean beyond us, is seldom entered by a sail from our world. And, beside the perils of rough and unknown seas, who would leave Asia, or Africa, or Italy for Germany, with its wild country, its inclement skies, its sullen manners and aspect, unless indeed it were his home? [...] For my own part, I agree with those who think that the tribes of Germany are free from all taint of inter-marriages with foreign nations, and that they appear as a distinct, unmixed race, like none but themselves. Hence, too, the same physical peculiarities throughout so vast a population. All have fierce blue eyes, red hair, huge frames, fit only for a sudden exertion. They are less able to bear laborious work. Heat and thirst they cannot in the least endure; to cold and hunger their climate and their soil inure them. [...] Their country, though somewhat various in appearance,
yet generally either bristles with forests or reeks with swamps; it is more rainy on the side of Gaul, bleaker on that of Noricum and Pannonia. It is productive of grain, but unfavourable to fruit-bearing trees; it is rich in flocks and herds, but these are for the most part undersized, and even the cattle have not their usual beauty or noble head. It is number that is chiefly valued; they are in fact the most highly prized, indeed the only riches of the people. Silver and gold the gods have refused to them, whether in kindness or in anger I cannot say. I would not, however, affirm that no vein of German soil produces gold or silver, for who has ever made a search? They care but little to possess or use them. [...] The border population, however, value gold and silver for their commercial utility, and are familiar with, and show preference for, some of our coins. The tribes of the interior use the simpler and more ancient practice of the barter of commodities. They like the old and well-known money, coins milled or showing a two-horse chariot.

#SPQROfficial
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